Kaddish: Leonard Bernstein's Text, Italian Translation  back to Texts & Notes

INVOCAZIONE

VOCE RECITANTE:
(Testo scritto dal compositore)

O, Padre mio: vecchio, venerato,
Solitario, Padre deluso:
Padrone dell'Universo, tradito e reietto:
Antica maestà irata e rugosa
Voglio pregare:
Voglio recitare il Kaddish.
Il mio Kaddish. Forse non
Vi sarà nessuno che lo reciterà dopo di me.

Ho così poco tempo, come tu ben sai.
Alla mia fine manca un minuto? Un'ora?
Vi è forse tempo per considerare la questione?
Potrebbe succedere qui, mentre cantiamo,
Che veniamo interrotti, una volta per tutte.
Potremmo essere stroncati, mentre ti lodiamo.
Ma finché respiro, seppur per poco,
Canterò questo Kiddish per te,
Per me, e per tutti coloro che amo,
Qui, in questa casa sacra.

Voglio pregare, e il tempo è breve.
Yit' gadal v'yit'kadash sh'mé raba...

VOCE RECITANTE

Amen! Amen! Lo hai udito padre?
"Sh'lama raba! Possa una pace infinita
Scendere su di noi. Amen."

Gran Dio,
Tu che crei la pace negli alti cieli,
Che comandi il mattino da quando iniziarono i giorni,
E fai sì che che l'alba conosca il suo posto.

Certamente puoi comandare
Un poco di ordine quaggiù,
Su questo attonito angolo di terra,
E lascia che ripetiamo: Amen.

II. DIN-TORAH

VOCE RECITANTE:

Con Amen sulle mie labbra, mi avvicino
Alla tua presenza, o Padre, senza paura,
Ma con una certa rispettosa ira,
Non riconosci la mia voce?
Sono quella parte dell'uomo che tu creasti
Per suggerire la sua immortalità.

Rammenti, Padre? Quella parte
Che rifiuta la morte, che crede sempre in te,
Che intuisce la tua voce, che indovina la tua grazia,
E sempre tu hai udito la mia voce,
E sempre mi hai risposto
Con un arcobaleno, un corvo, una pestilenza, qualcosa.
Ma ora non vedo nulla. Questa volta
Non mi mostri nulla.

Mi ascolti, Padre? Sai chi sono;
La tua immagine; quell'ostinato tuo riflesso
Che l'Uomo ha frantumato, estinto, scacciato.
Ed ora egli corre libero - libero di giocare
Con il fuoco riscoperto, avido della morte.
Signore Dio degli Eserciti, te ne chiedo ragione!
Tu hai permesso che accadesse, Dio degli Eserciti!

Con la tua manna, la tua colonna di fuoco!
Tu chiedi la fede; dov'è la tua?
Perchè ci hai tolto il tuo arcobaleno,
Quel grazioso arco che hai legato intorno al dito
Per ricordarti di non dimenticare la tua promessa?

"Quindi guarda, pongo il mio arco nel cielo...
Ed io lo guarderò, nel cielo, affinché io
Possa ricordare il mio patto eterno..."
Il tuo patto! Il tuo accordo con l'Uomo!
Dio di latta! Il tuo accordo è nient'altro che latta!
Si piega nelle mie mani!
E dov'è ora la fede - la tua o la mia?

VOCE RECITANTE:

Perdonami, o Padre, ero furioso per la febbre.
Ti ho ferito? Perdonami;
Avevo dimenticato che anche tu sei vulnerabile.
Ma è stato tuo il primo errore, quello di aver creato
L'Uomo a tua immagine e somiglianza, gracile,
Portato ad errare. Buon Dio, come devi soffrire,
Così lontano, mentre afflitto osservi
La tua creazione bipede - fragile, sciocca,
Mortale.
Padre mio addolorato,
Se solo potessi confortarti,
Stringerti a me,
E cullarti fino a farti addormentare...

VOCE RECITANTE:

Riposa, Padre mio, dormi, sogna.
Lascia che io inventi il tuo sogno, che lo sogni
Insieme a te, il più dolcemente possibile.
E forse, sognando, ti potrò aiutare a
Ricreare la tua immagine, ad amarla nuovamente.

III. SCHERZO

VOCE RECITANTE:

Ti condurrò alla tua stella prediletta.
Un mondo degno della tua creazione.
E mano nella mano osservermo meravigliati
L'operare della perfezione.
Questo è il tuo Regno dei Cieli, Padre.
Proprio come lo hai creato.
Tutti gli stereotipi immortali sono intatti.
Gli agnelli saltellano. Il grano ondeggia.
I raggi di sole danzano.
Qualcosa non va.
La luce: morta. L'aria: sterile.
Sai cos'è che non va? Non c'è nulla da
    Sognare.
Nessun luogo dove andare.
Niente da sapere.
E queste, le creature del tuo Regno,
Queste persone sorridenti, serene e senza affanni -
Anche loro sono create a tua immagine?
Tu sei la serenità, ma sei anche l'ira
Io lo so. L'ho subita.
Sei la speranza, ma sei anche il rammarico.
Io lo so. Ti sei pentito di me.
Ma non di questi - i perfetti:
Essi si trovano al di là del rimorso, o della speranza.
Non esistono, Padre, neanche ad anni luce di distanza
Nei nostri sogni.

Ora lascia che io ti mostri un sogno da ricordare!
Torna con me, alla Stella del Rimorso:
Torna, Padre, dove il sogno è realtà,
Ed il dolore è possibile - talmente possibile
Che dovrai crederci! E nel dolore
Finalmente riconoscerai la tua immagine.

Ora osserva il Regno Terreno!
Meraviglie vere! Meraviglie autentiche!
Stupefacenti miracoli!
Guarda, un Arbusto Rovente!
Guarda, un Cerchio di Fuoco!
Un Montone! Una Roccia! La colpisco? Ecco!
Sgorga! Sgorga! Ed io ne sono la causa!
Sono io a creare questo sogno
Ora, credi?

Ti tengo, Padre, rinchiuso nel mio sogno,
E lì devi rimanere fino alla scena finale...
Ora! Alza gli occhi! Che cosa vedi?
Un arcobaleno che ho creato per te!
La mia promessa, il mio patto!
Contemplalo, o Padre: Credi! Credi!
Guarda il mio arcobaleno e ripeti dopo di me:
CHE SIA MAGNIFICATO ...E SANTIFICATO...
IL GRANDE NOME DELL'UOMO.

I colori dei miei arcobaleni sono accecanti, Padre,
E ti fanno dolere gli occhi, lo so.
Ma non chiuderli ora. Non ti voltare.
Guarda, Vedi come diventa tutto semplice e sereno
Una volta che credi?

Credi!

Credi!

VOCE RECITANTE:

Non svegliarti ancora! Quantunque grande sia il tuo dolore,
Ti aiuterò io a sopportarlo.

O Dio, credi. Credi in me.
E vedrai il Regno dei Cieli
Sulla Terra, proprio com'era nel tuo intento.
Credi...Credi...

Guarda come il mio arcobaleno illumina la scena.
La voce dei tuoi figli risuona
In ogni luogo, cantando la tua lode.

VOCE RECITANTE:

La luce dell'arcobaleno si affievolisce. Il nostro sogno è finito.
Ora ci dobbiamo svegliare; e l'alba è fredda.

FINALE

VOCE RECITANTE:

L'alba è fredda, ma l'alba è giunta.
Padre, abbiamo vinto un altro giorno.
Abbiamo sognato il nostro Kaddish,
    e ci siamo risvegliati, vivi.
Buongiorno, Padre. Possiamo ancora essere immortali,

Tu ed io, uniti dal nostro arcobaleno. Quello è il nostro patto, e nell'onorarlo
Sta il nostro onore...Non proprio il patto
Che avevamo concordato, tanto tempo fa,
Al tempo dell'Altro, Primo Arcobaleno,
Ma allora ero solo il tuo bambino indifeso,
Le braccia strette intorno a te, morto senza di te,
Siamo invecchiati entrambi, tu ed io.
Ed io non sono triste, e non devi esserlo
Neanche tu.
Distendi la fronte, guarda di nuovo con tenerezza.
A me, a noi, a tutti questi figli
Di Dio qui in questa casa sacra.
Ed anche noi ti guarderemo con tenerezza.

O Padre mio; Signore della Luce:
Amata Maestà: la mia immagine ed il mio stesso Essere!
Siamo un tutt'uno, in fondo, io e te.
Insieme soffriamo, insieme esistiamo,
Ed eternamente ci ricreeremo l'un l'altro!
Soffrire, e ricrearci l'un l'altro!

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